Una colonia di gabbiani vive fra i rifiuti di una discarica alla porte di una grande città,

nessuno di loro ha mai visto il mare e la parola stessa è stata proibita dai gabbiani che governano la colonia.

Il testo racconta di un giovane gabbiano che entra a contatto con la notizie di un luogo a lui sconosciuto chiamato mare. Con l’aiuto di un amico riuscirà a fuggire dalla colonia ed a seguire il fiume fino a trovare il luogo da cui vengono tutti i gabbiani.
Trovato il mare i due amici comprenderanno di essere stati fatti per il mare e forti di questa certezza decideranno di ritornare alla colonia per raccontare a tutti quanto avevano visto:
Intorno a loro presto si formò un capannello di gabbiani curiosi di sapere cosa avessero visto e cosa avessero incontrato, cosa fosse infine il Mare che nessuno di loro conosceva, ma tutti ricordavano.
La narrazione accompagna il lettore a riflettere sul mistero della vita di tutti noi in quanto ricerca di quel qualcosa di più grande per cui siamo stati fatti.
La storia è stata scritta per una performance del coro Cresci Cantando formato di bambini delle elementari ed è perciò corredata di musiche e canzoni originali cantate dal coro stesso. la musica, attraverso una particolare scelta di suoni e intervalli melodici, che richiamano ora l’aria ora il mare, accompagna il lettore durante l’ascolto ad immaginare il “gesto” del volo nel percorso che porta il piccolo gabbiano a scoprire il proprio destino