1994-2015, la Caritas parrocchiale è una concreta presenza 

Un po’ di storia e qualche riflessione

La Caritas Italiana

LogoCaritasLa Caritas Italiana è stata costituita ufficialmente il 2 luglio 1971 come organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana per esprimere concretamente “l’Amore verso il prossimo radicato nell’Amore di Dio” e per vivere l’insegnamento di Gesù – “avevo fame mi avete dato da mangiare, avevo sete mi avete dato da bere,…..ogni volta che farete questo a uno solo di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me”.- Quindi la Caritas è nata per promuovere e vivere questa testimonianza di disponibilità nell’aiutare il prossimo, le persone sole, gli ammalati, le famiglie in difficoltà, gli emarginati, ecc. attraverso l’aiuto concreto, che è testimonianza cristiana, sempre e comunque contrassegnata da una sincera fede religiosa. La Caritas Italiana ha raggiunto oggi traguardi di presenza negli scenari di tutto il mondo ed opera in tutti e cinque i Continenti con l’impegno dei propri volontari.

 

La Caritas nella Diocesi di Imola

Nella Diocesi di Imola la Caritas nasce con lo Statuto sottoscritto dal vescovo mons. Luigi Dardani, il 3 giugno 1980 ed è diretta da mons. Antonio Meluzzi con sede “operativa” nel palazzo vescovile. La Caritas diocesana muove i suoi primi passi con un gemellaggio di solidarietà con il paese di Castelgrande (Potenza) colpito il 23 novembre dal terremoto. Nel 1984 iniziano i corsi di formazione ai giovani che chiedono di svolgere il servizio civile. Nell’agosto 1989 viene inaugurata la nuova sede in via IX Febbraio 6. Nel 1990-91 nascono le prime sei Caritas parrocchiali. Nel dicembre 1993 il vescovo mons. Giuseppe Fabiani affida la direzione della Caritas a mons. Tarcisio Foresti al quale succede nel 2001 don Ottorino Rizzi. Nel 1996 nasce il Centro di Ascolto e continua l’attività, nata alcuni anni prima, del Centro di Prima Accoglienza. Si incrementa la particolare attenzione alle Caritas parrocchiali nell’opera di sostegno alle famiglie in difficoltà, oltre a coordinare le opere di carità presenti nella Diocesi. Dal 1994 al 2001 nascono 26 nuove Caritas parrocchiali. Nel 1998 nasce l’ambulatorio “Caritas Misericordia”. Nel settembre 2005 il vescovo mons. Tommaso Ghirelli affida la direzione a don Gian Luca Grandi al quale succede nel 2011 il diacono Luca Gabbi. Nel corso del 2013 la Caritas diocesana si associa con altre sei realtà imolesi (Anteas, Auser, Croce Rossa, Santa Caterina, San Vincenzo, Trama di Terre) per costituire l’associazione “No Sprechi Onlus” ed il 7 aprile 2014 viene aperto l’Emporio della Solidarietà per far fronte al problema alimentare di tante famiglie. Da diversi anni promuove per gli operatori Caritas corsi formativi ai quali si alternano incontri di confronto sulle esperienze vissute dalle realtà parrocchiali. Nei periodi di Avvento e Quaresima poi, propone sempre agli operatori Caritas, Ritiri Spirituali per riflettere e rafforzare la propria fede cristiana.

 

La Caritas nella nostra Parrocchia

La data di nascita indica l’anno 2000, ma già da qualche tempo alcuni parrocchiani “volonterosi” avevano iniziato timidamente, ma con sincera convinzione, a muovere i primi passi per concretizzare anche nella nostra parrocchia la presenza della Caritas. Nei primi mesi del 1994 viene infatti organizzata la prima “Festa Caritas”, dedicata in particolare alle persone anziane, per trascorrere qualche ora in allegria con giochi, musica e merenda. Contemporaneamente si realizza anche un Centro di ascolto ed altre semplici attività. Nel frattempo la “forza lavoro” aumenta ed anche la voglia di fare, così, sentito il parere ed il benestare del parroco don Luca Dalfiume, si concretizza la nascita ufficiale della Caritas parrocchiale di San Francesco d’Assisi, sancita con lo Statuto sottoscritto dal Vescovo mons. Giuseppe Fabiani in data 19 febbraio 2000. Inizia così il nostro cammino di operosa attività per testimoniare “l’Amore verso il prossimo radicato nell’Amore di Dio”. Nel corso di questi anni le attività si sono ampliate ed anche l’impegno dei componenti che può contare oggi su una trentina di volontari, fra i quali anche alcune coppie famigliari. Durante l’anno, da settembre al giugno successivo, si svolgono periodici incontri in Parrocchia con i nostri “anziani” ogni 1° venerdì del mese (molti ne sono devoti) con un momento di preghiera in chiesa al quale fa seguito qualche ora di svago con la tombola e una merenda. In occasioni di particolari festività poi arriva sempre Babbo Natale o i Re Magi o la Befana, tutti carichi di doni. Molto apprezzata è anche la visita di Babbo Natale a casa dei nostri anziani o ammalati impossibilitati a partecipare all’incontro del 1° venerdì in parrocchia, ed anche per loro piccoli doni, grande solidarietà e vicinanza. Sempre gradite anche le periodiche visite a domicilio o nelle case protette per fare un po’ di compagnia, piccoli servizi, ascolto dei ricordi, ecc. che rafforzano  questo rapporto di vicinanza con chi è solo, ho l’età non gli consente più di uscire. In occasione della giornata del malato e dell’anziano, promossa dalla Diocesi per le Rogazioni alla Madonna del Piratello, promuoviamo la partecipazione dei nostri “amici” in Cattedrale per la funzione religiosa a loro dedicata. In questo caso ci avvaliamo della collaborazione dell’UNITALSI per il trasporto con i loro pulmini attrezzati dei disabili in carrozzina. Quando, in alternanza biennale con la parrocchia di Nostra Signora di Fatima, la Beata Vergine del Piratello sosta nella chiesa di San Pio, invitiamo tutti alla visita pomeridiana con la recita del Santo Rosario. A giugno poi organizziamo “la gita di fine anno” in qualche bella località collinare non troppo lontana per scoprire nuove Chiese parrocchiali. Nell’annuale organizzazione della “gita” che ci impegna per un pomeriggio, cerchiamo di offrire un po’ di allegria e spensierato buonumore attraverso qualche spiritosa scenetta, una bella “ricca” lotteria, la classica tombola ed una buona merenda, ovviamente dopo aver fatto una devota visita in Chiesa e pregato assieme. La prima domenica di ottobre, in occasione della Festa Patronale di San Francesco, dopo il pranzo comunitario al quale i nostri “amici” sono graditi ospiti, organizziamo il pomeriggio per loro con musica, un breve divertente spettacolo, lotteria con semplici premi, merenda per tutti e per fare “festa insieme” invitiamo anche gli anziani o ammalati delle altre Parrocchie, che condividono qualche ora con noi grazie alla collaborazione delle benemerita associazione AMICI INSIEME che provvede al trasporto con i propri mezzi speciali. Un altro piccolo ma gradito pensiero di vicinanza è anche l’invio della cartolina con gli auguri di buon compleanno ad ogni annuale ricorrenza. Molto significativa ed emotivamente coinvolgente è la preparazione e consegna dei “pacchi viveri” che il terzo martedì del mese offriamo ad un certo numero di famiglie in difficoltà. Questa attività è resa possibile grazie alla collaborazione concreta del Banco Alimentare, della Comunità Europea, di anonimi parrocchiani e da qualche anno, anche dal gruppo giovani che effettua una raccolta viveri nel periodo di Quaresima. Per quanto riguarda il sostegno alle opere parrocchiali, da diversi anni viene proposta l’iniziativa dei cappelletti di Natale che le nostre signore del direttivo Caritas, aiutate da volonterose parrocchiane, preparano per sostenere sia le nostre necessità di cassa, sia per donare un solidale contributo alle esigenze della Parrocchia. Con una certa periodicità, non dimentichi che vivere la Comunità è anche questo, ci ritroviamo per ricordare e pregare tutti assieme per gli “amici” che ci hanno lasciato nel corso degli anni, così come non facciamo mancare la nostra presenza discreta in occasione di funzioni di commiato agli “amici” che la legge della vita allontana temporaneamente da noi. A questo punto una piccola riflessione: cos’è che anima il nostro impegno, la nostra disponibilità, il nostro entusiasmo “di fare qualcosa”? Sicuramente l’amore verso il prossimo radicato nell’amore verso Dio, ma anche il grande dono che riceviamo attraverso quel sorriso, quel grazie, quell’invito a ritornare, vivendo e sentendo nel nostro cuore che è più quello che riceviamo di che quello che doniamo….

Giuseppe