Assassinio nella cattedrale ovvero non esiste un potere che possa impedire all’uomo di compiere il proprio destino.

Venerdì 21 settembre 2012, alle ore 21, al teatro dell’Ossevanza di Imola, i ragazzi del gruppo Giovani portano in scena Assassinio nella cattedrale di T. S. Eliot.

Introduzione

Quando nel 1935 T. S. Eliot scrisse Assassinio nella cattedrale tutti si sarebbero aspettati il dramma di un uomo che con la sua morte fosse rimasto nella storia. In realtà Thomas Becket sarebbe comunque passato alla storia anche se non fosse stato ucciso. Una carriera strepitosa sia civile che ecclesiastica lo avevano già incoronato come uno degli uomini più importanti del suo tempo. Era chiaro che a Eliot interessava un’altra cosa. Poche concessioni alla ricostruzione storiografica e una minuziosa analisi dell’uomo sono le caratteristiche di un dramma che ha come protagonista non una tipologia psicologica, ma un’umanità che si scopre sempre più viva mano a mano che la storia, non tanto la sua personale, ma quella solenne e ieratica degli stati europei nascenti e del potere, mostrava il suo vero volto. Eliot coglie meglio di altri la vicenda di un uomo che è stato in grado di servire la società civile e la chiesa con lealtà senza quella dicotomia che è guarda caso la difficoltà più decisiva dell’uomo contemporaneo. Chi vince questa dicotomia è colui che ha imboccato la strada del suo destino. Thomas Becket fa parte di questa categoria speciale di uomini che lo sono fino in fondo proprio perché non hanno rinunciato alla loro umanità piena in tutte le circostanze che la realtà gli ha posto innanzi. Tale è la caratteristica dei santi uomini come noi, ma proprio per questo più uomini che mai. Tornato in Inghilterra nel 1170 dopo un esilio settennale Thomas Becket si trova di fronte al dilemma di scegliere fra servire lo stato o servire la Chiesa. Ma si capisce subito che il dramma non si modula esclusivamente su uno scontro fra il sacro e il profano perché nelle mani di Becket tutto diviene occasione di conversione. Non sarà un caso che uno dei termini più ricorrenti sia proprio il termine “Pace” oggi tanto in voga, ma che questa pace sia veramente una riconciliazione che non scaturisce da una comunione d’interessi, ma da una donazione totale di sé nella circostanza che l’uomo si trova a vivere ora. Egli dunque torna dal suo popolo rinunciando alle sicurezze e agli onori che gli erano offerti in Francia. Una volta giunto affronta le tentazioni che un uomo di stato e di chiesa quale lui è stato non può non incontrare. Le affronta, dicevamo, con quel timore e tremore che sono tipici di chi conosce la posta in gioco, ma allo stesso tempo guardandole in faccia senza risparmiarsi. La vicenda tratteggiata da Eliot assume dunque i connotati di una conversione che diviene sempre più consapevole fino a chiedere con docilità e timore il martirio. Dopo la sua morte gli intrighi di palazzo e del potere non cesseranno, ma non cesserà neppure il culto rivolto al grande martire e la chiesa in Inghilterra uscirà rafforzata e più viva che mai. È di uomini così che ha bisogno l’uomo contemporaneo, di uomini cioè talmente pieni del desiderio di Cristo da non potere far altro che imitarlo fino in fondo, fino al sangue. Tale totalità è appunto il desiderio che ha spinto il gruppo giovani della parrocchia di San Francesco nell’affrontare un testo non semplice, ma che allo stesso tempo mostra la possibilità concreta di un destino di bellezza alla quale non si può resistere.

 

Destinazione Ricavato

Il ricavato sara’ destinato alle popolazioni terremotate di Rolo (Re), parrocchia di san Zeno.