L’irriducibilità dell’Io come sfida alla modernità

Martedì 8 marzo 2016 alle 20,45 nella chiesa di san Pio il quarto Quaresimale avrà come ospiti Luigi Amicone, direttore del settimanale Tempi, e Paola Bonzi, direttrice del Centro Aiuto alla Vita alla clinica Mangiagalli di Milano.

Che cosa è modernità e cosa è un uomo moderno?

Citando Hannah Arendt sembra che l’uomo moderno provi rancore verso «tutto ciò che gli è donato, compreso la sua propria esistenza»; verso «il fatto che egli non è il creatore dell’universo, né di lui medesimo». Spinto da questo rancore fondamentale «a non vedere né senso né ragione nel mondo tal quale esso si dona a noi» … «proclama apertamente che tutto è permesso ed egli crede segretamente che tutto è possibile».
Mai come di questi tempi (o forse la domanda si ripropone ciclicamente in momenti diversi della storia) il livello della sfida che abbiamo di fronte si è alzato e siamo chiamati a difendere un modo diverso di intendere l’uomo e il suo rapporto con il creato e le creature.
È modernità assecondare qualunque idea che sembra ribaltare la tradizione e il senso comune che abbiamo dato fino ad oggi alle cose, alle parole, ai rapporti?
Che cosa differenzia una vera modernità e un vero amore al progresso, dall’ultima moda, dall’ultima pretesa pseudo-scientifica, dalla proclamazione di un mondo dove i doveri scompaiono nella nebbia dei finti diritti?
Davanti a questa realtà cosa abbiamo da “offrire”, per un bene superiore che non sia solo esaudire il desiderio del momento, e non solo da “opporre”?
Solo un io irriducibile, indivisibile e non negoziabile, un tutt’uno con il creato e con il Creatore, del quale continua a portare il soffio vitale che Adamo sperimentò per primo, può continuare a tenere desto il senso vero della nostra vita.
Per questo è sicuramente interessante la testimonianza di Luigi Amicone e Paola Bonzi, ospiti martedì 8 marzo alle 20:45, nella Chiesa di San Pio (via Gradizza), del quarto appuntamento con i Quaresimali di San Francesco. Paola e Luigi sono due cristiani che con metodi diversi e in contesti diversi si adoperano a favore di questa irriducibilità, di questa unità, di questa visione incentrata sul valore complessivo e totale della persona umana.
Luigi Amicone, direttore del settimanale Tempi, mantiene, in un contesto editoriale pressoché omologato, una visione sempre centrata sull’umano, e dunque su Cristo, delle prospettive, delle opportunità, delle possibili interpretazioni.
Paola Bonzi, presidente del Centro di Aiuto alla Vita alla clinica Mangiagalli di Milano, si adopera contro la politica dello scarto e dell’egoismo. Per salvare un bambino che vuole disperatamente venire al mondo e una mamma, altrettanto disperata, spesso sola, incapace di cogliere l’anelito di speranza in quella vita in arrivo. Per far nascere, in una sola volta, un bambino e una mamma.

Marco Fadda (tratto da Nuovo Diario Messaggero 5/3/2016)